100 anni Rodari

Aggiornamento: 22 ott 2020

Oggi ricorrono i cento anni dalla nascita di Gianni Rodari (1920-1980), e non è un caso che proprio oggi abbiamo deciso di pubblicare sul nostro blog....e il nostro primo articolo lo dedichiamo a lui: il timido maestro piemontese, poi libero giornalista ma soprattutto scrittore di talento, che seppe farsi invadere dalla fantasia e cavalcare in tutte le sue opere l’immaginazione con la penna e il calamaio.


Abbiamo deciso di rendergli omaggio chiedendo ai nostri bambini di scegliere e illustrare una delle sue famose e bellissime filastrocche...


 

A. ha scelto di rappresentare "Girotondo in tutto il mondo"


Filastrocca per tutti i bambini, per gli italiani e per gli abissini, per i russi e per gli inglesi, gli americani ed i francesi;


per quelli neri come il carbone, per quelli rossi come il mattone; per quelli gialli che stanno in Cina dove è sera se qui è mattina.


Per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci e dormono dentro un sacco di stracci; per quelli che stanno nella foresta dove le scimmie fan sempre festa.


Per quelli che stanno di qua o di là, in campagna od in città, per i bambini di tutto il mondo che fanno un grande girotondo, con le mani nelle mani, sui paralleli e sui meridiani…


 

La piccola V. ha invece illustrato "Il sole nero"


La mia bambina ha disegnato un sole nero di carbone

Appena circondato di qualche raggio arancione.

Ho mostrato il disegno ad un dottore.

Ha scosso la testa, ha detto: ”La poverina, sospetto,

E’ tormentata da un triste pensiero che le fa vedere tutto nero

Nel caso migliore è un difetto di vista: la porti da un oculista”

Così il medico disse ed io morivo di paura.

Ma poi guardando meglio, sotto al foglio, vidi che c’era scritto,

in piccolo “l’eclisse”.



 

G. ha colorato un disegno ben rappresentativo della filastrocca intitolata "Dopo la pioggia"


Dopo la pioggia viene il sereno, brilla in cielo l'arcobaleno: è come un ponte imbandierato e il sole vi passa, festeggiato. è bello guardare a naso in su le sue bandiere rosse e blu. Però lo si vede - questo è il male - soltanto dopo il temporale. Non sarebbe più conveniente il temporale non farlo per niente? Un arcobaleno senza tempesta, questa si che sarebbe una festa. Sarebbe una festa per tutta la terra fare la pace prima della guerra.


 

I. ha invece scelto la favola "Il giovane gambero"


Un giovane gambero pensò: “Perchè nella mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco”.

Cominciò ad esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello natio, e i primi giorni l’impresa gli costava moltissima fatica. Urtava dappertutto, si ammaccava la corazza e si schiacciava una zampa con l’altra. Ma un po’ alla volta le cose andarono meglio, perchè tutto si può imparare, se si vuole.

Quando fu ben sicuro di sé, si presentò alla sua famiglia e disse: “State a vedere”. E fece una magnifica corsetta in avanti.

“Figlio mio”, scoppiò a piangere la madre, “ti ha dato di volta il cervello? Torna in te, cammina come tuo padre e tua madre ti hanno insegnato, cammina come i tuoi fratelli che ti vogliono tanto bene”.


I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare. Il padre lo stette a guardare severamente per un pezzo, poi disse: “Basta così. Se vuoi restare con noi, cammina come gli altri gamberi. Se vuoi fare di testa tua, il ruscello è grande: vattene e non tornare più indietro”.

Il bravo gamberetto voleva bene ai suoi, ma era troppo sicuro di essere nel giusto per avere dei dubbi: abbracciò la madre, salutò il padre e i fratelli e si avviò per il mondo.

Il suo passaggio destò subito la sorpresa di un crocchio di rane che da brave comari si erano radunate a far quattro chiacchiere intorno a una foglia di ninfea.

“Il mondo va a rovescio”, disse una rana,, “guardate quel gambero e datemi torto, se potete”. “Non c’è più rispetto”, disse un’altra rana. “Ohibò, ohibò”, disse una terza.


 

E. ha scelto "Filastrocca delle parole"


Filastrocca delle parole:

si faccia avanti chi ne vuole.

Di parole ho la testa piena,

con dentro "la luna" e "la balena".

C'è qualche parola un poco bisbetica:

‎"peronospora", "aritmetica"...

Ma le più belle le ho nel cuore: "mamma", "amore".

Ci sono parole per gli amici:

‎"Buongiorno, buon anno, siate felici",

parole belle e parole buone

per ogni sorta di persone.

La più cattiva di tutta la terra

è una parola che odio: "la guerra".

Per cancellarla senza pietà

gomma abbastanza si troverà. ‎




Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Aresu

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